
L’abbandono, la perdita dei documenti di identificazione e gli acquisti impulsivi continuano ad alimentare il crescente numero di animali randagi. Per questo motivo, le organizzazioni veterinarie e gli studi sulla gestione della popolazione animale concordano sul fatto che la sterilizzazione debba essere parte di un approccio più ampio che integri educazione, proprietà responsabile degli animali domestici, adozione e politiche pubbliche. Le prove scientifiche ne supportano l’efficacia nel ridurre le nascite, ma hanno anche dimostrato i suoi limiti quando applicata isolatamente.
Una misura efficace per ridurre la sovrappopolazione
Studi condotti dall’UNAM e da altre organizzazioni internazionali, come l’Organizzazione mondiale per la salute animale (WOAH), sottolineano che La sterilizzazione prima dell’anno di età riduce il rischio di cancro al seno fino al 91%. Nelle femmine, la castrazione elimina i tumori ovarici e uterini e previene infezioni come la piometra. Nei maschi, la castrazione previene anche le malattie della prostata e dei testicoli. Pertanto, questa procedura non solo previene cucciolate indesiderate, ma contribuisce anche a migliorare la salute degli animali.
I limiti: non è una soluzione magica
Lo stesso approccio si riscontra nelle istituzioni internazionali. La WOAH raccomanda che le strategie di gestione della popolazione canina includano anche l’identificazione, la vaccinazione, l’educazione dei proprietari e il ricongiungimento con le loro famiglie. In Messico, gli esperti dell’UNAM hanno sottolineato che “la sterilizzazione non impedisce a una famiglia di abbandonare il proprio cane” e che è necessario affrontare le cause profonde: chi, come e perché un animale viene abbandonato.
Campagne comunali: un esempio di gestione integrata
Ad Asunción, in Paraguay, l’unità per le zoonosi ha effettuato un intervento sanitario presso il carcere di Tacumbú per controllare una colonia di circa 30 gatti randagi. I veterinari hanno posizionato delle trappole, sterilizzato e sverminato gli animali, per poi rilasciarli nell’area. Questa azione non solo impedisce la crescita della colonia, ma riduce anche le lotte territoriali e il rischio di malattie zoonotiche, a beneficio sia degli animali che delle persone che vivono nella zona.
La sterilizzazione come parte di un cambiamento di mentalità
Nelle città europee e latinoamericane, le campagne si stanno spostando verso proprietà responsabile L’obiettivo è che ogni cucciolata nasca perché i proprietari la desiderano e se ne assumono la responsabilità, non perché sia avvenuta in modo non pianificato. La sterilizzazione diventa quindi una misura preventiva che interrompe il ciclo di riproduzione, abbandono e comparsa di nuovi animali randagi. Sebbene possa ridurre significativamente la popolazione a lungo termine, senza una consapevolezza sociale collettiva, le cause profonde del problema rimarranno.

